
Mi tremi
Addosso
Dritto sul ventre
Franando fra i pensieri.
Dritto
Al centro
Ti incunei perfetto
Ed immobile
Soffiando sull’incendio
Delle mie lacrime
che sgorgano dall' emozione
del sentirTi

Mi tremi
Addosso
Dritto sul ventre
Franando fra i pensieri.
Dritto
Al centro
Ti incunei perfetto
Ed immobile
Soffiando sull’incendio
Delle mie lacrime
che sgorgano dall' emozione
del sentirTi

Dietro la nuca..
trattengo l'impronta del tuo bacio.

Riflessi di luce ..
tra i tuo i capelli rosso rame..
tra le fitte maglie d’un perizoma ..
gettato via ..
con sapiente indifferenza..
oltre la soglia di ogni procurata attenzione.
Rosse le tue decolté..
alte e affusolate ...
ad istigare carnali propositi ..
già presenti nella mia irrazionale conoscenza.
Il regno dei sensi è ormai alla tua mercé..
la mia vertigine..
è nuda ai tuoi piedi.
(Plutonio)

Lui li...a scorrersi addosso la notte..
chiude gli occhi per cacciar via la stanchezza...
fotogrammi.. ricordi di un momento mai dimenticato.
Il gelo di lacrime in gola...
inceppa il respiro per non soffocare..
sembra che nulla abbia piu un senso...
nella rassegnazione del tempo che resta.
Raccoglie nel volto lontano..
quel silente sorriso ..
si illumina la sua disperazione
e intravedendo l'amore ...
Piange.

Frammenti di eternità racchiusa in uno sguardo.
Occhi che svelano per svelarsi.
Respiri che si respirano nella con-fusione di baci che sanno di poesia.
Complici che cospirano nel vortice dell’emozione di un incontro.
Silenziosa costruzione di un tragitto in cui la Bellezza è fedele compagna.
E fa quasi timore pensare.
E dirselo. E ammetterlo.
E quasi sembra che, a dirlo, possa svanire. Smaterializzarsi.
Eclissarsi.
E quasi sembra troppo per questi tempi..
Ma non osare chiudere gli occhi.
Perché nel mezzo c’è tutto il resto e giorno dopo giorno e silenziosamente.. costruire.
Io ti stringo le mani.
Funamboli che camminano in bilico su un fil rouge.
E la paura è ovunque. Ma non turba.
Attesa di bere nettare di ambrosia dalle labbra.
Attesa di una crescita. Di traguardo.
Ma ti parlo mentre lo sfioro.
Ti guardo mentre le mani disegnano la mia anima.
E mi accorgo che non ascolti. Senti.
Costruire è sapere e potere rinunciare.
Allora seguimi.
Voglio mostrarti i miei difetti, il mio groviglio di strade chiamAte emozioni.
Complessa trama di sfumature che talvolta non riescono a ri-conoscersi in reali colori.
Sono forse il nero della notte, sono forse il giallo pallido di quella etoile.
Ma c’è un filo rosso tutt’intorno. E si [dir]ama, si espande, si diffonde.
Silenzi che urlano ai bordi di noi stessi.
E seguiamola, se crediamo, non ascoltiamo il giudizio.
Ma intanto vieni qui.
Sprofonda nel mio sguardo.
Ti leggo un po’. Mi cerco in te.
Odore di un libro nuovo. Di vernice fresca. Un tramonto solitario.
E non chiediamoci cosa siamo.
Si-amo. E basta.

È un canto d’amore inverso,come un canone antico ed ineseguibile.
Ci si distrugge pur di amare, pur di sentire.
Vorrei bruciare in fiamme che mi alimentano e mi distruggono.
E mi verrebbe da dirti ..coprimi di me.
Respirami.
Mettimi tra il tuo cielo stellato.
Lasciami al centro del mondo.
Rendimi nudo pasto da consumare in assoluta solitudine.
Trova in me i colori di terre inesplorate.
Sublimami nell’epidermico tocco.
Devo restare in silenzio per ascoltar la tua voce..
Devo voltare le spalle a ciò che mi ha plasmata dal di dentro.
Non posso che cercare per un solo istante ...
l’equilibrio.
Quell’equilibrio che a te è così ignoto.
Quell’equilibrio che io possedevo come la più preziosa delle armi.
Prima di te.